Gli scribi e i farisei vedono Gesù, ma non lo seguono come fanno i discepoli: lo spiano per poterlo contestare. Quando finalmente Gesù commette quello che secondo la loro mentalità è un errore, non gli sembra vero di poterlo sottolineare. Non si rivolgono a Gesù: manca loro il coraggio di rivolgersi a colui che è capace di insegnare «come uno che ha autorità, e non come gli scribi».

A volte anche noi, nella difficoltà di comprendere quanto ci capita di negativo, poniamo domande per dimostrare che il volto di Dio non è poi così buono e perfetto e non per cercare la verità che illumini il nostro dubbio.

Noi siamo i malati che hanno bisogno del medico, noi siamo i chiamati nonostante i nostri peccati.