Che meraviglia sentire rivolte anche a noi queste parole!
Magari non siamo più ragazzi, magari la vita ci ha piegato con tutte le sue sfaccettature di morte. Come vorremmo sentire qualcuno che ci dice: alzati! Ma prima ancora di questo invito abbiamo bisogno di qualcuno che si rivolga a noi: dico a te, si proprio a te! Quanti invisibili sulle nostre strade, nelle nostre comunità, nella nostra società a cui nessuno si rivolge personalmente: a te, sì, a te! Un: «Come stai?» non frettoloso, che porti con sé anche il tempo di ascoltare con attenzione la risposta e anche i silenzi e gli occhi abbassati che dicono più di ogni parola.
Senza la pretesa di risolverne i problemi, a volte basta poco per aiutare altri a riprendere il cammino un po’ meno soli: dico a te!