Il primo ristoro che il Signore ci offre è quello di caricarsi delle nostre stanchezze, farsi aggiogare per portare anche su di sé i nostri pesi.
Poi, però, ci indica alcuni atteggiamenti che possono sempre essere un buon aiuto in situazioni di difficoltà, tanto da essere motivo di consolazione e sostegno: la mitezza e l’umiltà del cuore. Imparando da lui a vivere con queste attitudini ci poniamo nella condizione di non farci travolgere dalle difficoltà, dalle incertezze e nemmeno dalle sofferenze. Essere mite significa non ingaggiare un’inutile battaglia con situazioni che non possiamo governare.
L’umiltà del cuore è di colui che riconosce la sua piccolezza, ma sa che la sua storia è nelle mani e nel cuore del Signore e su questa certezza si appoggia confidente anche quando non capisce.