In pochi versetti Giovanni ci presenta un doppio cammino di spoliazione: di Gesù e di Maria.

Gesù si consegna totalmente al Padre, ma prima consegna l’affetto più grande: sua madre che diventa solo madre, poi donna ed infine madre del discepolo. Anche a Maria è richiesta una spoliazione affinché il suo essere madre di Dio si dilati e trasfiguri per divenire madre di ogni discepolo che il Signore ama. Amato non perché migliore, ma in quanto aperto all’amore del Signore nell’ascolto di quanto palpita nel cuore del maestro, come ha fatto Giovanni nell’ultima cena.

Maria vive questa seconda chiamata alla maternità proprio nel momento del dolore per la morte del Figlio che crea uno spazio infinito nella sua vita e nel suo cuore, uno spazio di comprensione, accoglienza, consolazione.