Cielo e terra: elementi distinti, eppure in armonia, da quando una donna non ritenne impossibile il possibile di Dio.
Vita divina in un frammento di vita umana; un Dio che fa dell’umano il suo tempio, il suo palazzo, la sua casa… Lo sanno bene le donne: aprirsi alla vita è partecipare di una vita altra, significa crescere in umanità, vedendo germogliare con stupore un’alterità che non si possiede, ma che trasforma, fino a trasfigurare in un’arcana bellezza, il corpo gestante.
Ed è beatitudine vivere già sulla terra come in cielo, farsi grembo che accoglie la parola e la genera al mondo, come Maria, in attesa di quel compimento ultimo e definitivo della nostra primordiale e mai sopita vocazione: essere come Dio.