Spesso davanti a Dio, ma anche davanti agli uomini, preferiamo evidenziare la nostra bravura, i nostri successi, piuttosto che condividere le nostre povertà e nostri limiti.
È quello che fa il fariseo nel vangelo odierno: si paragona con il pubblicano e si esalta per il male che non fa, non riconoscendo che anche lui ha bisogno di perdono, di essere amato ed accolto.
Il pubblicano con umiltà e semplicità, invece, chiede perdono perché si riconosce peccatore e bisognoso di misericordia. Gesù spiega che quest’ultimo, rispetto al fariseo, viene perdonato proprio perché, come dice in un altro passo, lui è venuto per i malati e non per i sani.
E noi tutti, chi più chi meno, abbiamo qualche ferita che ha bisogno di essere amata e guarita da lui.