Sono qui nella sinagoga ad ascoltare Gesù e le sue parole mi riportano ai tempi dell’infanzia in cui ho avuto modo di conoscerlo: si mescolava ai nostri semplici giochi in cui imitavamo le vicende degli adulti ed era un acuto osservatore.
Ricorda bene come a volte eravamo di cattivo umore e non ci andava bene niente delle proposte altrui; ora, da buon maestro, ne trae un insegnamento per noi oggi, ormai adulti: troviamo sempre scuse per svicolare dagli inviti di Dio. L’austerità di Giovanni Battista, opera del diavolo; la condiscendenza di Gesù, lassismo di un gaudente. Con il risultato che non vale la pena ascoltarli, siamo già a posto così, senza bisogno di cambiar qualcosa nella nostra vita.
Ma ora mi domando se sia proprio vero, e questo non è un gioco di ragazzi: siamo in gioco noi.