Ho cercato di essere fedele al mio nome che significa figlio dell’esortazione e ho saputo esortare gli altri, perché anzitutto mi son lasciato conquistare io dalla buona notizia, e non ho esitato a vendere un campo donando poi agli apostoli il ricavato.
Certamente è stato lo Spirito a darmi l’intuito per vedere negli eventi l’opera di Dio. Tutti avevano paura del neoconvertito Paolo, ma ho garantito per lui a Gerusalemme; sono andato a cercarlo per portarlo ad Antiochia; son partito con lui per il primo viaggio missionario, dove un giorno mi hanno scambiato addirittura per Zeus sceso sulla terra. Con Paolo ho pure litigato, perché eravamo di parere diverso a proposito di Marco, mio cugino l’evangelista.
Ma si sa: l’amor senza baruffa fa la muffa. Tant’è che ora siamo ambedue santi.