Anche al tempo di Gesù esisteva la mania di riempire l’etere (reale o virtuale) di commenti: fondamentalmente siamo gente che sta alla finestra, guarda, osserva e giudica ciò che accade.

I mezzi digitali non ci aiutano: abbiamo preso distanza dalla vita e ci limitiamo a giudicarla dalla fortezza impenetrabile in cui ci siamo rinchiusi. Gesù aveva a che fare con gente come noi quando ha iniziato a liberare l’umanità da questo male profondo, dal male di chi dice: sono forse io il custode di mio fratello? Se lui è nei pasticci sono fatti suoi. E se tu lo liberi è perché fai tresca con lui o con la sua cricca.

Abbiamo smesso di credere che l’amore sia possibile; ma proprio per questo è venuto Gesù. Abbiamo bisogno di salvezza: e questa è una buona notizia!