Pietro pone una domanda che tocca il cuore della nostra esperienza umana: «Quante volte dovrò perdonare?».
Il suo dubbio nasce dal limite naturale che spesso poniamo al perdono, come se ci fosse un tetto massimo oltre il quale non si può andare. Gesù risponde con una cifra simbolica che non indica un numero esatto, ma la misura infinita dell’amore di Dio. Nella parabola del servo spietato, ci mostra l’incoerenza di chi riceve un perdono immenso, ma non riesce a concederlo agli altri.
Il perdono non è solo un gesto, ma uno stile di vita che rompe il ciclo dell’odio e ci rende capaci di un amore vero e profondo. Sappiamo riconoscere quanto siamo stati perdonati da Dio? Solo così possiamo vivere nella logica del Regno, fatta di misericordia e riconciliazione.