La folla lo considerava un profeta, ma io mal sopportavo le sue parole. La sua voce mi inquietava, mi toccava sul vivo.
Al di là di tutto, però, stranamente percepivo che aveva ragione: se da un lato avrei voluto zittire per sempre quella maledetta voce, dall’altra lo ascoltavo perfino volentieri. In fondo al mio cuore sapevo che non mi era lecito tenere Erodiade, moglie di mio fratello, ma temevo questa donna e temevo pure le chiacchiere dei cortigiani.
Temevo! Avevo paura! Ero come un burattino incapace di volere e di scegliere, continuamente in balìa delle aspettative altrui.
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Data
01 Agosto 2026