“Altissimu onnipotente bon Signore…”. Con queste parole ha preso avvio la solenne celebrazione di san Francesco, nel ricordo degli 800 anni del Cantico. La chiesa, gremita di fedeli, ha accolto una festa molto sentita, presieduta dal vicario provinciale fr. Marco Fossati, con la concelebrazione dei frati della fraternità e di don Luca, parroco di Cittadella. Tra i presenti anche il sindaco e alcune autorità civili.
Durante l’anno, ogni mese è stata proposta una strofa del Cantico su un quadro appositamente preparato; ottobre era dedicato alla lode di coloro che perdonano. La festa è stata preceduta dalla celebrazione del Transito, preparata secondo una proposta della Provincia, arricchita dagli interventi di frate Leone sugli ultimi momenti di vita di Francesco. Alle Lodi del mattino, il Cantico di Daniele è stato sostituito dal Cantico di san Francesco.
Nel pomeriggio, dopo la solenne concelebrazione eucaristica, si è dato spazio alla celebrazione del Cantico. Particolarmente significativa è stata la
lettera dei Ministri Generali per il centenario, intitolata Canto alla Riconciliazione, che ricorda come il Cantico sia una lode pensata per essere cantata. Da qui la scelta di coinvolgere il Coro Tau di Chiampo, diretto da Giancarlo Ferrari: mentre un lettore proclamava le strofe, il coro interveniva con canti appropriati, permettendo di gustare in profondità il messaggio di Francesco.
La serata si è conclusa con la lettura di una pagina dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco. Un lungo applauso ha suggellato l’evento, riconoscendo la bellezza del Cantico, prima poesia della letteratura italiana, e la forza della musica nel trasmettere valori oggi più che mai necessari: bellezza, fraternità, pace, perdono e lode.