XIV Domenica del Tempo Ordinario 

Mt 11,25-30 - Io sono mite e umile di cuore

Fraternità di Santo Stefano in Bologna 
Basilica di Santo Stefano
Via Santo Stefano, 24 

“Lodare, lodare il Padre delle misericordie 



Cominciano le difficoltà per Gesù, l’essere accolto non sembra essere una operazione facile.
Le persone sembrano incontentabili, la sua popolarità non è così positiva. Le città attorno al lago sono perplesse, vedono segni e ascoltano parole nuove e per questo restano stupite MA …c’è sempre un “ma” che non permette il salto di qualità nella fede, c’è una domanda “ma sarà proprio lui?” Curiosamente poi le persone più in vista, quelle che guidano il popolo, dubitano perché si sentono estromesse dal suo discorso e faticano ad accettarlo, oppure perché semplicemente loro sanno e quindi non hanno nulla da imparare, oppure perché le nuove parole cambiano così tanto il modo di considerare le cose che faticano a rivedere la loro posizione acquisita e consolidata da
tempo.
Ecco che Gesù in questa condizione abbozza una affermazione che chiarisce ancora una volta chi è, e, a chi ha sempre qualcosa da dire propone una via davvero alternativa.
Questa sua espressione non è tanto una risposta quanto una preghiera, una lode al Padre che sa riconoscere nei piccoli quella possibilità di cogliere il mistero, anzi il nuovo che irrompe nella storia di ciascuno, in quelli che semplicemente appesantiti dalle vicende della vita hanno il coraggio di fidarsi di una parola bella per risollevare il loro sguardo alla speranza della vita nuova.
Ogni giorno ciascuno di noi è chiamato ad accogliere la vita e tutto ciò che ci propone nelle sue mille sfaccettature nel bene e nel male. Per chi è attento, la vita ci pone delle domande che non sempre hanno una risposta chiara, unica e inequivocabile e le risposte faticano spesso ad arrivare. E allora ci lamentiamo, critichiamo, giudichiamo.
Ecco che Gesù ci apre una via diversa. LODARE, lodare il Padre delle misericordie per le bellezze che ci dona. Lodarlo per la possibilità di guardare ad una via diversa e così leggere il contingente con uno sguardo di benevolenza. A parole sembra facile e semplice ma che in realtà è la cosa più difficile da fare, solo chi è “piccolo”, semplice, aperto e disponibile al mistero può darsi questa possibilità e opportunità di uscire da queste logiche prettamente umane e consequenziali.
Una volta di più siamo invitati a guardare la vita di tutti i giorni, le cose, gli accadimenti con gli occhi di Dio, perché se il successo dipende da quanto i grandi urlatori delle piazze, gli influencer ci dicono, forse è davvero necessario cambiare il metro di giudizio.
Nessuno dei vip di allora ha creduto a Gesù, il suo seguito era la gente comune, pagani, stranieri, i lebbrosi, pescatori.
Il fascino di Gesù gli viene dal suo raccontarci di Dio in modo chiaro, schietto e comprensibile, un racconto fatto di parole, di vita, di gesti e incontri che narrano di una relazione profonda.
Può parlare anche a me, a ciascuno di noi, permettendoci di scoprire la bellezza di una relazione vera con il Padre che desidera incontrarci.
Lasciamoci allora incontrare con lui, fidiamoci e lasciamoci condurre al Padre.

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