Domenica di Pentecoste

Gv 20, 19-23 - Come il Padre ha mandato me
anch’io mando voi

Fraternità Sorelle Clarisse del Monastero
Corpus Domini di Ferrara

TUTTO È DATO, TUTTO È DA ACCOGLIERE!

Eccoci arrivati ad un nuovo inizio,ad un primo e insieme ultimo Giorno!
Come in quel primo giorno lo Spirito che aleggiava sulle acque, diede inizio alla creazione, come in un giorno del sesto mese fece germogliare nel grembo della Vergine la Sua incarnazione, così in questo giornodi Pentecoste la Pasqua di Cristo giunge al suo compimento e inaugura un nuovo e definitivo Tempo: alla paura dalle porte chiuse è donata la pace, frutto maturo della Redenzione; dalle mani ferite nasce la gioia per la Vita che ha attraversato e vinto la morte; il Suo soffio vitale fa nuovie invia a comunicare vita nuova nata dal perdono. L’Agnello ha tolto il peccato dal mondo, la Vita non muore più ed è donata a tutti!
“Ricevete lo Spirito Santo!” Fin dalla croce, sigillo di nuova Alleanza, si è effuso il Suo soffio di vita ed ora la Chiesa accogliee vive del Suo respiro. Ed è così che Egli è rimasto con noi e in noi: attraverso la Sua Parola, i sacramenti, la liturgia, la comunione ecclesiale, ci dona lo Spirito senza misura e manifesta la sua nuova Presenza e la Sua compagnia con gli uomini: tutto è donato,a noi ora il ricevimento, l’accoglienza!
Questa è la vera postura nella vita: non da creatori, ma da riceventi e custodi del dono, non come protagonisti principali, ma collaboratori e comunicatori del Suo Spirito.Resi figli vivi della Sua stessa vita, quelle poche gocce d’acqua battesimale si possono trasformare in noi in sorgente che zampilla per la vita eterna: potremo amare del Suo stesso Amore riversato nei nostri cuori. Perdonati, potremo perdonare, ispirati, potremo ispirare, liberati dal male, accompagneremo fratelli verso la libertà e la comunione,in unanuovacircolazione di Vita.
Mai, come ultimamente, abbiamo sperimentato in modo drammatico la nostra precarietà, la paura della morte che ci graffiava il fondo del cuore. Mai ci eravamo scoperti tanto possessori così incontrastati della nostra esistenza, sempre troppo scontata e garantita; mai, forse, come in questa contingenza, avevamo considerato e percepito la necessità vitale di respirare,mai come oggi ci eravamo riconosciuti così bisognosi di essere liberati dal male, e mai così reciprocamente interdipendenti e legati gli uni agli altri.Mai, forse, come in questo tempo, potremo allora comprendere e contemplarecon gratitudine il Mistero che oggi celebriamo e più profondamente potremo anche noi gustare l’ebbrezza risanante e vivificante della Pentecoste!

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