VI Domenica Tempo Ordinario
Mt 5,27-30

Fr. Adam, Fraternità di Mezzolombardo

Intenzione del cuore

Gesù sottolinea la continuità con le tradizioni dei padri - rappresentate dalla Legge e i Profeti (Mt 5,17) - ma insieme presenta la novità del suo insegnamento nei confronti della legge antica. Egli si oppone a una visione formale e legalista dell’osservanza e richiama l’importanza dell’intenzione, la quale qualifica l’azione e l’azione dà corpo nuovamente all’intenzione. Gesù punta sull’interiorizzazione dei precetti mosaici, cosicché l’osservanza della volontà divina superi quella degli scribi e dei farisei. L’adempimento (‘giustizia’) del volere divino che si concretizza in una vita retta comporta un aspetto civile (l’osservanza della legge) e un aspetto religioso (la coltivazione della pietà). Gesù, con la primadelle sei antitesi (Mt 5,21-25) - nelle quali aggiorna la legge antica con la stessa autorità - paragona l’omicidio materiale a quello intenzionale: l’ira, il disprezzo e l’offesa. In tali condizioni d’animo l’offerta di sacrifici di ringraziamento o di espiazione non ha senso, anzi, va interrotta nonostante la sacralità del culto per provvedere a ricomporre l’ordine sociale. Cristo equipara l’ira, il disprezzo, l’offesa alla grave impurità legale che implicava la sospensione del rito.

Meditando gli insegnamenti di Cristo, micolpisce anzitutto l’autorevolezza con cui sono pronunciati. Prendo coscienza di come Cristo mi appelli in modo forte affinché la legge da Lui compiuta venga interiorizzata e diventi la misura per il mio agire. Mi chiedo, di conseguenza, se vivo consapevolmente il momento presente. Invitandomi a fare il primo passo verso il prossimo, Cristo mette in rilievo il dovere della riconciliazione, anche quando è difficile. Come cristiano offro sull’altare del mio cuore il “sacrificio vivente, santo e gradito a Dio” (Rm 12,1) e per questo devo essere libero non solo dalla rabbia, ma anche dall’aver omesso l’aiuto alla sorella oppure al fratello per farlo uscire da una situazione di odio e di rifiuto. Passando in rassegna le persone con le quali ho un contatto più diretto, prendo coscienza dei miei rapporti e - se necessario - li riformo alla luce dell’insegnamento evangelico

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