II Domenica dopo Natale
Gv 1,1-18

Fraternità San Giacomo, Varazze

La vita e la luce degli uomini

In questa seconda domenica del tempo di Natale la liturgia ci ripropone di ascoltare la Parola che è risuonata nel giorno di Natale, ossia il prologo del Vangelo di Giovanni. Credo che il senso di questa ripetizione sia per evitare di ritornare alla nostra quotidianità, quella in cui saremo impegnati dopo il tempo della festa, senza esserci lasciati davvero trasformare da quanto è accaduto il giorno di Natale. La nascita di Gesù chiede invece che ciascuno prenda posizione rispetto alla sua presenza “in mezzo a noi”. Le parole del prologo, attraverso le immagini della luce e della vita, ci ricordano che non è possibile restare neutrali o indifferenti. Se non si accoglie la luce si rimane al buio, se non ci si lascia attraversare dalla vita si sperimenta il peso dell’esistenza.
La VITA è ciò che permette a ciascuno di esistere. L’uomo cerca di conservarla, di trattenerla perché infondo egli è consapevole che non può procurarsela da sé stesso. Tuttavia la vita può essere solo accolta da Colui che fa del dare vita la sua identità. Ogni volta che riconosciamo questa origine in Dio, scopriamo che Egli ha un solo desiderio su di noi, un’unica volontà: quella di offrirci continuamente e incondizionatamente la possibilità di vivere. Davanti a questo dono l’uomo può solo accogliere gratuitamente, con lo stupore di chi scopre di non dovere nulla in cambio se non la beatitudine di scoprirsi FIGLIO. Accogliamo dunque l’invito di rivolgerci alla fonte, che si fa presente in noi come sorgente di Vita.
La LUCE, invece, è ciò che consente di vedere, di orientarsi, di comprendere e di interpretare. E’ il principio che da senso ad ogni cosa che si vive. Sappiamo bene che non c’è vita piena senza esperienza di senso autentica, tanto che tocchiamo con mano il fatto che quando non riusciamo a dare un senso a ciò che viviamo, sperimentiamo la sensazione di «non vivere davvero» e la vita ci risulta faticosa. L’annuncio che si rinnova per noi è la certezza che nulla potrà spegnere la Luce la cui sorgente è in Dio. Dunque anche nei giorni bui, nei momenti in cui non sappiamo più riconoscere la direzione da intraprendere, nel tempo che ci appare privo di un senso immediato, continuiamo a credere che c’è un principio, una fonte a cui possiamo rivolgerci per trovare illuminazione, direzione e senso per il nostro esistere.
Dunque la presenza di Dio “in mezzo a noi” ci riconduce agli inizi, al principio, alla fonte di ogni cosa con la profonda consolazione che ci viene dal sapere che dal giorno di Natale questa fonte è accessibile, a portata di abbraccio.

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