Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

frati di San Giacomo, Varazze

Un viaggio umano

In questo tempo di Natale stiamo contemplando il Mistero di Dio che si è fatto uomo per indicarci la strada da percorrere, perché anche noi possiamo giungere alla pienezza della nostra umanità. Il Vangelo di questa domenica ci ricorda che questo percorso ha le caratteristiche di un viaggio: dinamismo esistenziale, attenzione ai segnali per riconoscere la direzione da seguire, disponibilità a cambiare itinerario, prontezza nel mettersi in movimento, accoglienza degli imprevisti… è quello che fanno i Magi, la santa Famiglia e forse dovremmo fare anche noi.
Soffermiamoci ora su due aspetti particolari del viaggio in Egitto della Famiglia di Gesù.
Innanzitutto con il racconto della fuga e ritorno dall'Egitto l’evangelista Matteo vuole inserire la vicenda di Gesù in una vicenda più grande, quella del suo popolo, a sua volta profugo in Egitto e liberato dall'Egitto. Gesù è totalmente solidale con il suo popolo, c’è una comunanza di destino, perchè Gesù vuole essere una cosa sola con il suo popolo. Gesù ci testimonia una reale appartenenza alla storia in cui vive e ci annuncia che la piena umanità si realizza nell’appartenenza effettiva ed affettiva ad una comunità, ad un popolo! Questa scelta di Dio dovrebbe farci pensare: noi forse stiamo perdendo questo senso di appartenenza ad una comunità, ad un popolo, all’umanità… siamo molto più individualisti. Forse a volte pensiamo che la nostra vera realizzazione sta nel distinguerci, mentre in realtà ci stiamo separando e allontanando dai nostri veri compagni di viaggio. Gesù, che ripete le vicende del suo popolo, ci insegna che la vera umanità sta nell’"appartenere", nell’ "essere solidali", e nell’assumere gli stessi destini.
Una seconda indicazione ci viene dalla figura di Giuseppe che si trova nella stranissima situazione di dover salvare il Salvatore. Ha accolto l’annuncio dell’angelo, che diceva: “Colui che nascerà sarà il Salvatore”, e la prima cosa che deve fare, in realtà, non è accogliere la salvezza, ma proteggerla. Perché deve prendere quel Bambino e deve custodirlo, e capisce che spetta proprio a lui e non ad altri! Giuseppe avverte la responsabilità di dover proteggere la realtà più importante della sua vita e del suo popolo. Noi qualche volta non ci accorgiamo che dovremmo proteggere le cose veramente importanti della nostra vita o ci aspettiamo che lo facciano altri per noi. Allora, come Giuseppe, impariamo ad ascoltare i sogni e la voce degli angeli per capire che cosa è davvero importante e da custodire. Anche in questo modo diventeremo più umani!

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