dalle Clarisse di Porto Viro

Natale del Signore

«C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l'angelo disse loro: "Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia". 
Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».
Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro».

È il Natale del Signore: giorno di festa, giorno di gioia. L’annuncio dell’angelo parla di una gioia grande, perché è nato un Salvatore, Cristo Signore! Gioia grande che ci raggiunge dove siamo, nella situazione in cui ci troviamo, nella fatica e difficoltà del quotidiano, perché è nato un Salvatore, Uno che sa portare salvezza donando conforto e speranza, risanando ferite del corpo e dell’animo; Uno più forte e più stabile dell’insicurezza della vita di ogni giorno. 
C’è una presenza nuova, annunciata e attesa, che ora si fa vedere e toccare; che si fa vicina e tocca la nostra vita. Perché nasce per noi, nasce per me, nasce per te. E si compie oggi, nella mia città, nella mia casa, dentro di me e intorno a me. 
Ci è dato un segno: un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia. Ma che segno è? Come far combaciare l’annuncio di un Salvatore e il segno di questo bambino avvolto in fasce? È il miracolo di occhi che sanno vedere oltre, che sanno vedere più in profondità; è il prodigio della fede e della speranza: la fede ti permette di andare alla radice delle cose, la speranza ti fa vedere oltre! La fede ti fa vedere che sei un piccolo tassello di un progetto grande; la speranza ti dona luce e coraggio per porre oggi nel campo del mondo un piccolo seme di bene, di pace, di amore.
E questa notte è ricca di luce: Un angelo del Signore si presentò ai pastori e la gloria del Signore li avvolse di luce. Gesù stesso dirà: Io sono la luce del mondo. Ma già all’inizio del Vangelo di Giovanni, oggi sentiamo proclamare: In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta...Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo…  Non è vinta perché ha in sé la potenza della vita e dell’amore, è una luce che illumina la notte, una luce che si offre, non si impone. 
Il Bambino è adagiato in una mangiatoia, per essere nutrimento della nostra vita. Francesco d’Assisi ce lo ricorda: Ogni giorno egli si umilia, come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine; ogni giorno egli stesso viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre sull’altare nelle mani del sacerdote.
Nutriti alla mensa di questa mangiatoia anche noi possiamo rimetterci in cammino, e  riprendere l’avventura della vita con fede e speranza per riconoscere nell’oggi di ogni giorno, qui ed ora, il segno della presenza del Salvatore, l’Emmanuele, il Dio con noi, nella semplicità e nell’ordinarietà quotidiana.
Buon Natale, ogni giorno!

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