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La Provincia e i Conventi

(Note storiche a cura di fr. Filiberto Sabbadin)

Il Serafico Padre san Francesco nel 1212 inviava alcuni frati nel ducato di Milano come attesta Luca Wadding: "Hoc anno (1212) fratres, qui missi sunt ad partes Lombardiae, Mediolanum appulerunt". Subito dopo i Frati Minori si sparsero anche in altre regioni limitrofe fondando diverse residenze. Nel Capitolo Generale di Santa Maria degli Angeli in Assisi del 14 maggio 1217 furono erette le prime Province dell'Ordine tra cui quella di Lombardia che comprendeva parte della Liguria, del Piemonte, l’Emilia e alcune zone del Veneto. Il primo Ministro Provinciale fu Giovanni Stiaccia d’Ancona cui succedette il Beato Graziano Graziani. Dal 1227 al 1230 governò la Provincia S. Antonio di Padova. Espandendosi il francescanesimo, durante il generalato di frate Elia (1232-1239), la primitiva Provincia di Lombardia venne smembrata in quattro Province con un proprio Ministro: Bologna, Genova, Venezia e Milano. Alla Provincia di Milano venne assegnato il territorio delle diocesi di Milano, Bergamo, Brescia, Como, Lodi, Crema, Novara, Vigevano, Vercelli, Ivrea, Biella, Aosta e il Canton Ticino. Tale ambito territoriale in seguito subì molte variazioni dovute sia a motivi politici sia alle vicende interne dell’Ordine. Comunque nel 1274 la Provincia di Milano contava 25 conventi suddivisi in cinque Custodie: Milano, Como, Monza, Brescia, Vercelli. Nel 1232 venne eletto Ministro Provinciale il Beato Leone Valvassori e in tale ufficio rimase fino al 9 gennaio 1244, quando venne nominato da papa Innocenzo IV arcivescovo di Milano.

Le riforme del secolo XV

La riforma dell'Osservanza, attraverso la predicazione milanese di san Bernardino da Siena, si diffuse anche in Lombardia. Tra il 1418 e il 1442 le fondazioni dell'Osservanza si svilupparono in diversi luoghi: Milano, Bergamo, Brescia, Como, Pianengo, Aguzzane-Orzinuovi, Treviglio, Gardone Val Trompia e Isola di Garda. Per il successivo impulso di san Giovanni da Capestrano e del Beato Alberto da Sarteano i conventi arrivarono al numero di trenta tanto da costituire una nuova entità, all interno della Provincia di Milano, riconosciuta giuridicamente nel 1428 come Vicaria dell’Osservanza milanesealle dipendenze del Ministro dei Conventuali. In questo periodo emersero delle figure di francescani eccezionali sia per la santità sia per l’impegno sociale: Pacifico da Cerano, Cristoforo Maccasoglio, Michele Carcano, Bernardino Caimi, Gerolamo Tornielli.

Parallelamente all’Osservanza in Lombardia si diffuse anche la riforma amadeita portata avanti dal Beato Amedeo Menez De Sylva (aggregato alla nostra Provincia da padre Giacomo da Mozzanica) il quale eresse i conventi di Erbusco S. Maria, l'Annunziata di Borno, Quinzano, Lodi, Antegnate e S. Maria della Pace in Milano dove morì in fama di grande santità il 10 agosto 1482. In seguito i suoi seguaci, chiamati amadeiti, vennero incorporati da papa Leone X nell’Osservanza. In questo periodo si sviluppo anche un’altra riforma chiamata dei capriolanti dal nome del fondatore, il bresciano padre Pietro Caprioli, ma nel 1481 anche questi si fusero con gli Osservanti. Intanto le vicende politiche legate alla contrapposizione tra il Ducato di Milano e la Repubblica Veneta ebbero un contraccolpo sulle stesse vicende dell’Osservanza di Milano che venne forzatamente divisa in due Vicarie: quella di Brescia con 22 conventi e 240 religiosi e quella di Milano con 30 conventi e 730 religiosi. Quando Leone X sancì la divisione dell'Ordine in Frati Minori Conventuali e Frati Minori, la Vicaria Osservante di Milano divenne Provincia autonoma governata da un proprio Ministro il primo dei quali fu padre Bernardino Croci da Milano.

La Riforma del secolo XVI

Come un albero che si rinnova ad ogni stagione anche l’Ordine dei Frati Minori, diminuito il primitivo fervore dell'Osservanza, sentì il bisogno di una revisione di vita, promossa dal Ministro Generale padre Francesco Licheto, anche per reagire alle infiltrazioni della teologia protestante. Nacque cosi un ritorno alle origini: intensa spiritualità e tenore di vita più rigido. Moltissimi religiosi vi aderirono e sorse cosi la corrente della Serafica Riforma i cui seguaci vennero chiamati Riformati. Per la Provincia di Milano il Ministro assegno loro i conventi di Montebarro, Lecco, Treviglio, Caravaggio, Sabbioncello, Como, Erba, Varese, Lugano e S. Maria del Giardino a Milano. I Riformati furono religiosi molto attivi sia nell'apostolato delle Missioni al Popolo per contrastare l’eresia protestante, sia nell’impegno missionario ad Gentes. Questa riforma ebbe il merito di rispondere alle esigenze della Chiesa del tempo e di suscitare una vivace emulazione con gli Osservanti. Sia nel bresciano che nel milanese i Riformati si diffusero impetuosamente tanto che vennero erette la Custodia Riformata di Milano e quella di Brescia. Anzi nel 1639 papa Urbano VIII le eresse a Province autonome. Praticamente in questo periodo in Lombardia vi erano quattro Province: due Osservanti e due Riformate con un numero complessivo di circa un centinaio di conventi. Nel 1777, quasi alla vigilia della Rivoluzione Francese la situazione era questa: la Provincia Osservante di Milano contava 631 religiosi e quella di Brescia 398, la Provincia Riformata di Milano contava 763 religiosi e quella di Brescia 397 per un totale di 2189 religiosi. Poi i fenomeni del Giuseppinismo, le vicende della Rivoluzione Francese e la proibizione di accettare postulanti alla vita religiosa diminuirono fortemente il numero dei religiosi della quattro Province. Anzi nel 1808 la maggioranza dei religiosi era in parte invalida e in parte di età avanzata. Cosi la Soppressione Napoleonica del 25 aprile 1810, pur nella sua iniquità storica, venne in parte a risolvere il pesante fardello delle strutture troppo grandi in rapporti all esiguo numero dei religiosi.

La Ricostruzione

In Lombardia la politica persecutoria verso gli Ordini religiosi fu più violenta che non in altre regioni. A Milano alla politica vessatoria delle autorità civili si aggiunse anche quella dell’arcivescovo di Milano Gaetano Gaisruck (1818-1846) che pose il veto al ripristino della vita religiosa nella diocesi ambrosiana. Tuttavia i francescani superstiti, spesso mimetizzati per sopravvivere, continuarono a rinnovare i tentativi per rientrare nei conventi perduti appoggiandosi soprattutto sui vescovi di Como, Bergamo, Brescia e sulle Province limitrofe di Trento, Venezia e dell'Insubria. Cosi i Minori Riformati rientrarono nel 1837 nel convento di Rezzato, nel 1838 in quello di Dongo e nel 1845 in quello di Serina, anno in cui la Santa Sede ripristinava la Provincia Riformata di Lombardia e i frati rientravano in S. Gaetano di Brescia (1846), a Cividino (1847) e Sabbioncello (1858). Mancava la penetrazione nella diocesi di Milano che fu resa possibile quando venne eletto arcivescovo di Milano mons. Carlo B. Romilli. Nel 1860 gli Osservanti ripresero il possesso di S. Angelo, mentre già nel 1846 erano riusciti a riavere il convento di S. Giuseppe a Brescia costituendo cosi nel 1861 la Custodia Osservante di Lombardia con 33 religiosi mentre i Riformati erano 91. Nel 1868 la Soppressione Italica disperse di nuovo i religiosi, ma in pochi anni i Riformati ripresero quasi tutti i loro conventi mentre gli Osservanti vivevano nelle adiacenze dell’antica loro chiesa di S. Angelo nella fiducia che venisse loro restituita nonostante che fosse stata dichiarata sussidiaria della parrocchia di S. Marco e quindi di proprietà della Curia milanese. Per dare una soluzione provvisoria a questa situazione il Ministro Generale padre Bernardino Dal Vago raccolse i superstiti Osservanti milanesi nell'Ospizio di Terra Santa costruito appena fuori Porta Volta da padre Giancrisostomo Taramelli nel 1870 assieme alla chiesina dedicata all'Immacolata. Nel 1888 gli Osservanti costruirono il convento di Cermenate così che nel 1891 poterono ricostruire quello di Baccanello e acquistavano dal Beato Lodovico Pavoni nel 1895 il convento di Saiano con l'intenzione di farne un Collegio Serafico Missionario per accogliere le giovani vocazioni. In precedenza, nel 1871 i Riformati erano rientrati in possesso del convento di Dongo.

Il Nuovo Corso

Il 4 ottobre 1897 papa Leone XII con la Bolla Felicitate quadam fuse nell’unico Ordine dei Frati Minori le due correnti degli Osservanti e dei Riformati. In conseguenza di ciò il Ministro generale padre Luigi Lauer col decreto Quinque saeculorum decursu del 28 ottobre 1898 ricostruì l’antica Provincia dei Frati Minori di Lombardia sotto il patrocinio di S. Carlo Borromeo assegnandole dei territori anche extra lombardi. In tal modo si fusero in un’unica Provincia 114 religiosi dell’ex Provincia Riformata, 71 religiosi dell’ex Provincia Riformata dell’Insubria e 26 religiosi dell’ex Custodia degli Osservanti di Lombardia con sede provincializia nel convento dell'Immacolata a Milano. Nel 1901 la Provincia, già in espansione, contava 219 religiosi. Tuttavia quasi subito si impose la necessita, dovuta a ragioni culturali e storiche, che la rinata Provincia avesse un limite geografico più razionale e rispondente alla struttura economicosociale della Lombardia. Perciò nel 1902 essa rinuncio ai territori situati in Piemonte e, in favore della Provincia di Genova, al territorio della diocesi di Tortona. La Santa Sede, con rescritto del 18 settembre 1912, riconosceva e confermava che "il territorio geografico della Provincia dei Frati Minori di Milano o di Lombardia e il territorio delle diocesi di Milano, Pavia, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lodi, Lugano". Quest'ultimo in seguito diventa un Commissariato indipendente da Milano. Con la cessione dei conventi extra lombardi – compreso quello di Mantova – la Provincia nel 1903 rimase con soli 165 religiosi distribuiti in 9 conventi. Tuttavia l'entusiastico proselitismo dei religiosi, il vigoroso impegno apostolico, la relativa giovane età di gran parte dei religiosi e la definitiva apertura e organizzazione del Collegio Serafico di Saiano a partire dal 1902 dilato la Provincia in uomini e conventi. Infatti nel 1902 si dava inizio alla costruzione del convento e del santuario del Sacro Cuore a Busto Arsizio di cui era stata posta la prima pietra nel 1898. Negli stessi anni veniva ampliato l’ex Ospizio di Terra Santa fuori Porta Volta a Milano che divenne, con la costruzione del santuario dedicato a sant'Antonio e consacrato dal Beato Andrea C. Ferrari nel 1906, sede dello studentato teologico e centro portante delle varie attività culturali e apostoliche della Provincia. Nel 1904 l'arciprete di Gargnano, don Lorenzo Conforti, cedeva in uso ai Frati Minori lombardi la chiesetta di S. Tommaso in frazione Villa accanto alla quale venne costruito un convento inaugurato il 4 novembre 1906. Nel 1910 iniziava la presenza dei Frati Minori come Cappellani degli Spedali Civili di Brescia e nel 1915, presso il santuario di S. Maria Incoronata di Canepanova a Pavia, si aprì una residenza trasformata poi in convento.Nel 1917 un rescritto della Santa Sede confermava il diritto dei Frati Minori sul complesso di S. Angelo a Milano, ma solo nel 1922 i Frati Minori ne presero possesso. Intanto, nel 1908, alla Provincia veniva affidata in proprio la Missione della Tripolitania in Libia dove già dal secolo scorso erano presenti diversi missionari lombardi. A questa Missione, nel 1930, si aggiunse per volontà di Pio XI, anche la Missione della Somalia. Nonostante questo dilatarsi di impegni, la Provincia trovo uomini e mezzi per impiantarsi nel 1928 a Cremona – dopo una breve parentesi di residenza nella chiesa di S. Sigismondo – nel convento parrocchia dei Ss. Ambrogio e Antonio. Nel 1931 venne riscattato il santuario della Madonna delle Grazie a Monza, seguito dal riscatto del convento conclusosi nel 1952. Nel 1937 al Passo del Tonale, dove già i Frati Minori si recavano saltuariamente per l'assistenza religiosa ai pastori, veniva aperto un ospizio in seguito divenuto casa regolare con strutture proprie. Nel medesimo anno veniva fondato il convento della Brunella a Varese e nel 1943 i Frati Minori lombardi erano chiamati a Mantova presso il monumentale convento di S. Francesco. Tuttavia, due anni dopo, in seguito alla ristrutturazione di diverse Province O.F.M. italiane esso veniva ceduto alla Provincia di Venezia.

Dal Dopoguerra ad oggi

Le linee di tendenza della Provincia dal 1940 in poi sono sostanzialmente tre. La prima, di tipo culturale, si espresse con la fondazione dell'Angelicum (1941), l'acquisizione in Brescia dell’Istituto Luzzago e la successiva costruzione del complesso del Franciscanum (1954), l'entrata in funzione della Biblioteca Francescana (1959), presso il convento di S. Angelo, con edizioni proprie. La seconda linea di tendenza fu l’impegno apostolico diversificato: assistenza ospedaliera, apertura di mense per i poveri, presenza nel mondo del lavoro con la Fraternità Francescana del Villaggio Sereno (1970-1978), presenza di singoli religiosi in varie strutture di recupero per emarginati. Si tratta di una evoluzione tuttora in atto e che ha avuto degli sbocchi significativi come la cessione in comodato del complesso di Saiano a Mondo X (1985) e del terzo e quarto piano del convento di S. Angelo alle strutture operative di Telefono Amico (1987). La terza linea di tendenza fu l'acquisizione dell’apostolato parrocchiale in proprio su richiesta dei vescovi. L’accettazione delle parrocchie non fu un fatto pacifico soprattutto per i delicati equilibri di convivenza tra diverse entità interne della Provincia. Il dato storico che introdusse in maniera cospicua le parrocchie nella vita della Provincia fu il massiccio inurbamento di intere masse dovuto all immigrazione che poneva grossi problemi pastorali. In questo contesto si ebbero nuove fondazioni a struttura parrocchiale come S. Giovanni Battista alla Creta in Milano (1958), S. Antonio a Bergamo (1959), S. Bartolomeo al Passo del Tonale (1978). Altri conventi furono adattati a parrocchia con strutture proprie come la Brunella a Varese (1968), Milano S. Antonio (1957), Busto Arsizio (1983). Parallelamente a questa evoluzione ne avveniva un altra di tipo educativo. La crisi vocazionale degli anni ’60 e ’70 aveva costretto a chiudere o a trasformare gli studentati e portare il noviziato ad Assisi. In seguito, per una presa di coscienza più profonda dell'identità tipica della Provincia, il convento di Cermenate divenne Casa di Accoglienza Vocazionale e Probandato (1977), il noviziato riportato in Provincia a Baccanello (1981), i conventi di Monza (1983) e di Rezzato (1985) sede del post-noviziato. Nel 1992, ristrutturato il convento di S. Gaetano a Brescia, questo divenne per alcuni anni sede dei giovani che frequentavano lo studentato teologico di S. Bernardino a Verona, mentre il convento di Monza veniva adattato a Casa di Accoglienza previa dei postulanti.

Dal punto di vista strettamente edilizio va inoltre segnalata la ricostruzione di una parte del convento di S. Antonio a Milano (1962), la ristrutturazione della parte vecchia del medesimo convento in vista del trasferimento della Curia, della centralizzazione degli uffici provinciali e di nuove strutture assistenziali (1988) e infine la fondazione, dopo alterne vicende, del monastero delle Sorelle Clarisse a Milano-Gorla (1958). Il trapasso di mentalità, nel senso di una maggiore comunione, si e rivelato anche in due settori della vita della Provincia: la creazione del Fondo Comune (1981) per il quale i proventi di ogni singolo convento fanno capo all’Economato Provinciale rendendo così possibile l'aiuto reciproco in forme razionali; la trasformazione del convento di Sabbioncello, con un’opportuna ristrutturazione dell’ex studentato, a casa di riposo per confratelli infermi o bisognosi di cure temporanee (1983).

Per il decrescente numero dei religiosi e il loro invecchiamento si impose il problema dell’abbandono di qualche convento. In tale direzione si mosse il Capitolo Provinciale del 1991 e nel settembre del 1992 venne ceduto alla diocesi di Cremona il convento-parrocchia dei Ss. Ambrogio e Antonio. Sulla stessa linea operativa nel 1993 la Provincia chiedeva e otteneva dalla diocesi di Milano la cessazione delle attività parrocchiali annesse al santuario di S. Antonio a Milano. Con il 1° novembre 1996 anche la parrocchia di S. Bartolomeo al Passo Tonale è restituita alla diocesi di Trento e la Delegazione Vescovile allo stesso Passo Tonale, è riconsegnata alla diocesi di Brescia.

Per quanto riguarda l'attività missionaria e da segnalare l'espropriazione di tutte le opere della Missione della Libia da parte del Governo Rivoluzionario (1969) e poi di quelle della Missione della Somalia (1972) che hanno provocato la partenza di numerosi confratelli verso le altre Missioni. Inoltre il 9 luglio 1989 veniva assassinato a Mogadiscio il vescovo mons. Salvatore Colombo. Dopo pochi mesi la guerriglia antigovernativa stringeva d'assedio la capitale somala e durante i combattimenti del gennaio 1991 la cattedrale casa dei missionari venivano assaltate, saccheggiate e date alle fiamme. I missionari con le suore dovettero tempestivamente rientrare in Italia, mentre padre Pietro Turati, che si trovava a Gelib, veniva assassinato nella notte dell'8 febbraio 1991. Attualmente la diocesi di Mogadiscio, con quel che resta della comunità cristiana somala, e retta dall’Amministratore Apostolico padre Giorgio Bertin e la missione giuridicamente rimane a carico della Provincia. Per quanto riguarda la missione libica, nel 1991 – venendo a mancare i religiosi lombardi – essa passava, con un Decreto del Ministro generale, alle dipendenze della Provincia maltese. Tuttavia l'attività missionaria dei Frati Minori lombardi continua con entusiasmo in altri paesi: in Bolivia (Yacuiba, Tiguipa, Macharetì, Camiri); in Congo con la fondazione missionaria COMPI; in Uganda, in Tanzania, in Madagascar e Terra Santa.

 
 

Briciole di Sapienza

Briciole 14

Un fratello domandò al Padre Isidoro: "Come mai i demoni ti temono tanto?" Rispose: "Perché da quando mi sono convertito, mi sforzo di non permettere all'ira di afferrarmi alla gola".

[Isidoro di Scete]

 


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