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Mercoledì 30 Aprile 2014

Mercoledì della II sett di Pasqua

S. Pio V, Papa

At 5, 17-26
Sal 33
Gv 3, 16-21

Busto Arsizio (solennità): Dedicazione della Chiesa


La situazione attuale presenta una crisi economica e sociale, perdita dei valori, paura del domani per la mancanza di lavoro e diffusione della povertà, individualismo ed egoismo - specialmente dei più ricchi -, che porta con sé inimicizia, conflitti e un continuo clima di guerra.
Sembra che le tenebre dominino il mondo, ma in questo oggi uno sguardo penetrante vede la luce dell'amore di Dio, rivelata nella Pasqua di Gesù; l'esperienza di questo amore, che supera ogni altro amore, creando comunione con Dio e con i fratelli, fa ardere il cuore nel desiderio di vivere in Gesù Cristo: porta ad annunciare l'amore donato a noi dal Padre nel Figlio unigenito, che è gratuità, dono totale di sé.
Allora ogni paura è vinta nella libertà di donare al fratello, alla sorella l'amore che è vita eterna.


Dal Calendario del Patrono d'Italia 2014

Martedì 29 Aprile 2014

Martedì della II settimana di Pasqua

S. Caterina da Siena, Patrona d'Italia e d'Europa

1Gv 1, 5 - 2, 2
Sal 45
Mt 25, 1-13

Busto Arsizio: solennità
I Vespri della Dedicazione della Chiesa


A chi è stanco ed oppresso Gesù propone una comunione che dà ristoro: «Venite a me!». Chi viene a lui, chi si accosta con fede, intraprende un cammino fianco a fianco sotto un comune giogo.
L'immagine è paradossale: chi è stanco e oppresso vuole soltanto liberarsi da pesi subiti, da situazioni di difficoltà in cui ci si sente costretti. Gesù sorprende con il proporre il suo giogo come via di libertà e di ristoro: il cammino accanto a lui insegna una mitezza ed una umiltà di cuore che, lungi dall'essere passiva remissione alla realtà, la fa invece abbracciare con un senso e un sapore di amore che cambia radicalmente il modo di vivere ogni cosa.
Dolce e leggero è il giogo di Gesù perché libera anzitutto interiormente chi se ne lascia avvolgere come tenero abbraccio.


Dal Calendario del Patrono d'Italia 2014

Lunedì 28 Aprile 2014

Lunedì della II settimana di Pasqua

B. Lucchese, III O.

At 4, 23-31
Sal 2
Gv 3, 1-8


La realtà invisibile e dinamica del vento viene usata per dare l'immagine dello Spirito, che agisce in noi portando una novità paragonabile ad una rinascita.
Gesù il Cristo, vero ed unico Figlio di Dio, risorto e glorificato, soffia su di noi la sua forza vitale d'amore per aprirci il cammino che ci rigenera interiormente come figli del Padre. È dono che viene dall'alto e chiede soltanto di non chiuderci nella presunzione di essere adulti e autonomi.
L'apertura allo Spirito è ascolto attento della Parola, è tempo dedicato al silenzioso dialogo della preghiera. In questo grembo, la nostra vita si rinnova di giorno in giorno e attraversa anche i passaggi più oscuri come doglie di un parto che ci dischiude alla vita del regno di Dio.


Dal Calendario del Patrono d'Italia 2014

Domenica 27 Aprile 2014

Domenica II di Pasqua "in albis depositis"
o della Divina Misericordia - A

At 2, 42-47
Sal 118
1Pt 1, 3-9
Gv 20, 19-31


Mio Signore e mio Dio! Quante volte facciamo nostra questa confessione di fede di Tommaso, arrendendoci all'evidenza dell'agire di Dio nella nostra vita e accettando di entrare nella luce delle piaghe d'amore di Gesù per ritrovare il senso del cammino!
Credendo si ha la vita: è questo il prodigio della fede, l'azione efficace dello Spirito che il Risorto soffia su di noi per sradicarci dalle nostre chiusure, dall'attaccamento alle nostre sicurezze.
Nella logica umana il fidarsi è un rischio, la rinuncia a capire fino in fondo; nella logica di Dio è consapevole apertura ad un intelligente disegno d'amore.


Dal Calendario del Patrono d'Italia 2014

Sabato 26 Aprile 2014

Sabato fra l'Ottava di Pasqua

At 4, 13-21
Sal 117
Mc 16, 9-15


Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza: questa gioiosa certezza del salmista dà ragione dell'assoluta priorità dell'obbedienza a Dio: non il timoroso ossequio ad un potente che impone i suoi principi, ma la gioiosa dedizione di tutto il nostro essere a colui che riconosciamo come fonte di salvezza per la nostra vita.
Ci ha liberato dalle nostre schiavitù, dal vuoto di un'esistenza senza riferimenti autentici e orizzonti veri, attendendo il nostro libero assenso alla sua opera di salvezza. La nostra obbedienza è perciò incontenibile rendimento di grazie e desiderio di vivere fino in fondo il mandato missionario, perché altri fratelli e sorelle possano rispondere all'amore di Dio.


Dal Calendario del Patrono d'Italia 2014

 

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