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Martedì 30 Settembre 2014

XXVI settimana del Tempo Ordinario

S. Girolamo, Sac. e Dott.

Gb 3, 1-3.11-17.20-23
Sal 88
Lc 9, 51-56


Nel cammino verso Gerusalemme, luogo della pasqua, Gesù deve fare i conti anche con lo zelo inopportuno di Giacomo e Giovanni. La fermezza mostrata da Gesù nel perseguire fino in fondo la sua missione deve essere fatta propria anche dai suoi discepoli di ieri e di oggi senza derive aggressive, che nulla hanno a che fare con lo stile del Signore.
I cristiani che, pure per una giusta causa, assumono atteggiamenti arroganti e violenti sono accomunabili a quelli che, all'opposto, restano inerti e passivi; il rimprovero di Gesù è per ogni suo discepolo che non sa unire la determinazione alla sopportazione del rifiuto, la fermezza nel perseguire il bene alla forza di sopportare il male.
La nostra terra è fin troppo incendiata da fuochi che la consumano; e quello che Gesù ha portato sulla terra non divampa per odio, ma per amore!


Dal Calendario del Patrono d'Italia 2014

Lunedì 29 Settembre 2014

XXVI settimana del Tempo Ordinario

Ss. Michele, Gabriele e Raffaele, Arcangeli

Dn 7, 9-10.13-14 (op. Ap 12, 7-12a)
Sal 138
Gv 1, 47-51


L'odierna festa degli Arcangeli ci porta a guardare oltre la cortina delle cose evidenti, una cortina che spesso ce le fa vivere come le sole esistenti nella nostra vita.
C'è ben altro nel mistero di Dio! Qualcosa possiamo intuire dalle parole di Gesù al suo nuovo discepolo Natanaele, che rimane sorpreso da quanto Gesù gli dice per mettere in evidenza il suo amore alla legge, simboleggiata dal fico per la dolcezza dei suoi frutti.
Così, evocando il sogno di Giacobbe, con quella scala dalla quale salgono e scendono gli angeli, suoi messaggeri tra gli uomini, Gesù si presenta come la rivelazione piena e assoluta del mistero del Padre. In evidente riferimento al prologo del vangelo, nel quale è detto che solo il Figlio rivela il volto di Dio, anche noi crediamo in lui per poter sempre vedere cose più grandi di quelle...


Dal Calendario del Patrono d'Italia 2014

Domenica 28 Settembre 2014

Domenica XXVI del Tempo Ordinario - A

S. Bernardino da Feltre, Sac. I O.

Ez 18, 25-28
Sal 25
Fil 2, 1-11 [let. breve: 2, 1-5]
Mt 21, 28-32


Il discorso di Gesù nella pagina evangelica mette a confronto presunti giusti e pubblici peccatori; la sua posizione è chiara e provocante nei confronti di chi si sente a posto.
Pur in un contesto diverso, anche oggi la maggior parte dei cristiani è suddivisibile grossomodo in due categorie: quelli che assomigliano al primo figlio e che tendono a fare le cose solo se si sentono, cioè in base ad una voglia che si ha o non si ha; e quelli che vivono tutto in base ad un senso del dovere che li porta a dire dei si non sempre convinti.
Il cuore della fede sta nel suo essere una relazione personale e vitale con Dio: se questa c'è, magari anche a partire da condizioni che paiono lontanissime, emerge a dare un senso più vero alla vita.
Né la voglia né il dovere fanno la differenza: solo il riconoscimento di essere figli.


Dal Calendario del Patrono d'Italia 2014

Sabato 27 Settembre 2014

XXV settimana del Tempo Ordinario

S. Vincenzo de Paoli, Sac.


Qo 11, 9 – 12, 1-8
Sal 90
Lc 9, 43b-45


Di fronte ai tanti segni di guarigione compiuti da Gesù e nonostante il suo ribadire cosa mettersi bene in mente, l'epilogo della sua missione lascia sconcertati i discepoli: come può un maestro così acclamato dalla gente finire esposto all'ignominia? Come può il suo successo volgersi repentinamente in un fallimento?
Anche noi, in certi momenti della nostra vita, non capiamo le parole dette e ripetute da Gesù: restano avvolte da una barriera che ce le rende inaccessibili, come se non fossero mai state pronunciate. Questa specie di sordità è l'effetto delle paure che incombono sulla nostra esistenza: esse producono un rumore ben più forte della voce dolce ma ferma del Signore. Si resta così come annichiliti e incapaci di assumere la realtà così come è, per viverla da discepoli suoi.


Dal Calendario del Patrono d'Italia 2014

Venerdì 26 Settembre 2014

XXV settimana del Tempo Ordinario

Ss. Cosma e Damiano, martiri
S. Elzeario e B. Delfina, coniugi III O.

Qo 3, 1-11
Sal 144
Lc 9, 18-22


Nel contesto di una preghiera che nasce sempre dalla sua identità di Figlio e dalla sua missione di rivelare il volto del Padre, Gesù interpella i discepoli proprio a proposito della sua identità.
Anche oggi si possono sentire pareri diversi su di lui, ma la domanda rimane aperta ed attuale: Gesù non può essere identificato in un personaggio passato che nulla ha da dire al nostro tempo.
Anche la nostra risposta, come quella di Pietro, deve saper raccordare il riconoscimento della messianicità di Gesù, spesso funzionale alle nostre attese, con le modalità scandalose della sua manifestazione. La sofferenza, il rifiuto, l'uccisione non costituiscono incidenti di percorso, ma appartengono allo stile di un Dio che sceglie di perdersi per annullare radicalmente il potere del male.


Dal Calendario del Patrono d'Italia 2014

 

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