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Lunedì 6 Aprile 2015

Lunedì fra l'Ottava di Pasqua

At 2, 14.22a-32
Sal 15
Mt 28, 8-15


L'incontro con Gesù risorto provoca nelle donne, corse al sepolcro, una gioia grande; esse non possono fare a meno di stringere i piedi di Gesù e adorarlo. A questo segue il loro annuncio ai discepoli dell'evento glorioso della risurrezione.
Oggi anche noi siamo chiamati ad annunciare che Gesù è vivo, non ci ha abbandonato nel sepolcro dei nostri limiti, fragilità, peccati, ma ci ha sollevato dalle tenebre di morte. Gesù è vivo e opera continuamente in noi, trasforma il nostro cuore, lo apre al desiderio di incontrare i fratelli. Chiediamoci se viviamo veramente una vita da risorti.
L'incontro con Cristo ci conduce a testimoniare la sua presenza, a condividere con i fratelli il suo mistero di vita che rivela il cuore del Padre pieno di misericordia, di pietà, di perdono, di pace.

 

Dal Calendario del Patrono d'Italia 2015

 

Domenica 5 Aprile 2015

Domenica di Pasqua - Resurrezione del Signore

At 10, 34.37-43
Sal 117
Col 3, 1-4 [op. 1Cor 5, 6-8]
Gv 20, 1-9 [op. nella Messa vespertina: Lc 24, 13-35]


La liturgia solenne di questo giorno ci introduce nella scia dei testimoni della risurrezione, tra coloro che sono chiamati ad annunciare, in parole ed opere, la signoria di Gesù sul male e sulla morte.
Mettiamoci in cammino con Maria di Magdala che si reca al sepolcro per incontrare il Signore. Crediamo al suo annuncio sconvolgente e con Pietro e il discepolo che Gesù amava corriamo sulla via della fede. Come i primi testimoni, fermiamoci davanti alla pietra sepolcrale del peccato che ci impedisce la vista del bene che Dio ha fatto in noi.
Entriamo in noi stessi, sorretti dal desiderio di incontrare Cristo e crediamo che anche noi possiamo vedere i segni del Risorto che ci chiama ad annunciarlo con la vita e con gioia.


Dal Calendario del Patrono d'Italia 2015

 

Sabato 4 Aprile 2015

Sabato santo

Oggi la Chiesa si astiene del tutto dal celebrare il Sacrificio Eucaristico
e la Santa Comunione si può dare solo in forma di Viatico


VEGLIA PASQUALE

Tutto come dal proprio della Veglia


Al forte grido della croce segue il silenzio. Nel sabato santo Dio si nasconde sottoterra, ultimo passaggio della sua umiliazione. Il tema fondamentale di questo giorno, testimoniato dalle scritture, è quello della discesa agli inferi: la tradizione insiste sull'aspetto vittorioso di questa discesa, di cui l'oriente cristiano ha fatto la grande icona della risurrezione.
Ma il silenzio di questo sabato ci introduce in una notte speciale che ha il sapore di una veglia nella quale si aspetta Qualcuno: è notte, ma noi attendiamo l'alba!
È una notte attraversata dalle scritture; notte di creazione, di fede, di liberazione, di purificazione e rigenerazione.
E soprattutto, questa notte porta il peso di tutte le nostre notti attraversate dalla luce nuova del Cristo, risuscitato dal Padre. 


Dal Calendario del Patrono d'Italia 2015

 

Venerdì 3 Aprile 2015

Venerdì santo - Passione del Signore

Is 52, 13 - 53, 12
Sal 30
Eb 4, 14-16; 5,7-9
Gv 18, 1-19,42

Digiuno e Astinenza

Giornata pro Opere Terra Santa


Il verbo fatto carne sperimenta nella sua umanità le nostre solitudini, gli abbandoni, i tradimenti, le umiliazioni e le derisioni; attraversa il suo cammino da uomo e ne fa una via di perdono: per-dono, il dono rinnovato della vita.
Si diceva a quei tempi di uno schiavo che era un senza volto. Ed ecco che il più bello tra i figli dell'uomo è ridotto a questo schiavo torturato. Così egli si è identificato con tutti i senza volto della terra, ignorati, dimenticati, cancellati dalla dignità e dall'amore.
Per un attimo (e chi può misurarlo?) l'unità tra il Padre e il figlio sembra spezzarsi, tanto Gesù s'identifica con la nostra angoscia. Ma risuona forte un grido: Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.
E l'abisso apertosi per un istante si riempie del Soffio della risurrezione.


Dal Calendario del Patrono d'Italia 2015

 

Giovedì 2 Aprile 2015

Giovedì santo

Prima della Messa vespertina, termina il tempo della Quaresima

Messa vespertina nella Cena del Signore
Es 12, 1-8.11-14
Sal 115
1Cor 11, 23-26
Gv 13, 1-15


Il grande movimento d'amore inscritto nella legge e nei profeti raggiuge la sua pienezza nell'ultima cena, anticipazione della morte e della risurrezione del Signore, dunque nell'eucaristia.
Giovanni che ha già narrato nel sesto capitolo del suo vangelo quello che fu verosimilmente l'insegnamento impartito da Gesù nell'ultima cena, introduce a questo punto la lavanda dei piedi, necessario prolungamento nella vita quotidiana del sacramento dell'altare in quello del fratello.
In quella terra arida e polverosa era lo schiavo a lavare i piedi al proprio padrone. Il gesto di Gesù simboleggia così il più umile tra i servizi: il Signore e il maestro si fa schiavo e libera da ogni scoria d'impurità il nostro andare verso gli altri, affinché anche il nostro servire sia autentico, puro, liberante.

 

Dal Calendario del Patrono d'Italia 2015

 

 

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