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Giovedì 3 Maggio 2012

4a settimana di Pasqua

Ss. Filippo e Giacomo, apostoli (f.)
S. Alessandro I, papa e martire
Ss. Maura e Timoteo, martiri

1Cor 15, 1-8
Sal 19 (18)
Gv 14, 6-14


Filippo e Giacomo intercedano per noi: Signore aumenta la nostra fede!

La parola che oggi la liturgia propone ci commuove con la lettera di Paolo, nella sua testimonianza di fede nella risurrezione di Cristo, e con il vangelo di Giovanni, nelle parole di Gesù: Io sono la via, la verità e la vita. Chi ha visto me ha visto il Padre.

Dio non tiene il mondo ai suoi piedi, è inginocchiato lui ai piedi delle sue creature. I grandi della storia erigono troni al proprio ego. Dio non ha troni, cinge un asciugamano e vorrebbe fasciare le ferite della terra con bende di luce. Se Dio è il nostro servitore, servizio è il nome nuovo della storia.

Gesù non cerca eroi per il regno, ma uomini e donne autentici che sappiano sceglierlo ogni giorno e rispondere «sì» alla domanda: Mi vuoi bene? (E. Ronchi).


Essere fedeli alla Parola

Ogni singola parola biblica resta, di generazione in generazione, un'indicazione, una misura, a cui dobbiamo sempre nuovamente piegarci.

Se la Chiesa mantiene fede a queste parole, non si tratta di trionfalismo ma di umiltà che riconosce, stupita e grata, la vittoria di Dio sulla debolezza umana e attraverso di essa.

Perché Dio manifesta la potenza del suo amore proprio nel paradosso dell'impotenza umana e così rimane fedele alla legge della storia della salvezza.

Noi non celebriamo degli uomini, ma diamo lode al Signore, che non abbandona la Chiesa e che ha voluto realizzare il suo essere roccia attraverso Pietro, la piccola pietra di inciampo, attraverso coloro che provengono dalla carne e dal sangue.

J. Ratzinger, La Chiesa, una comunità sempre in cammino, p. 53


Dal Calendario del Patrono d'Italia 2012

 

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