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Martedì 1 Maggio 2012

4a settimana di Pasqua

S. Giuseppe, lavoratore (m. fac.) (Patrono degli operai)
S. Riccardo Pampuri, religioso
B. Petronilla da Troyes, osc

Gen 1, 26 - 2, 1-3 (oppure Col 3, 14-15.17.23-24)
Sal 90 (89)
Mt 13, 54-58


Dio Padre ci ha creati a sua immagine, per la bellezza, la gioia, la vita di tutto il Creato.

San Giuseppe interceda per noi: il nostro sì all'ascolto del mistero e della parola lasci che Dio, attraverso i suoi figli, compia le sue opere.

Nel lavoro l'uomo si faccia strumento di Dio, altrimenti il lavoro, anziché rendimento di grazie e dono alla sequela di Cristo, diventa fatica cieca, arrabbiata; orgoglio, sfruttamento.

Solo il pane nostro è pane di vita.

Non permettiamo che economia e potere rendano per alcuno il lavoro motivo di sofferenza: a nessuno sia negato di essere, con il Padre, creatore e godere con lui del riposo e della festa del settimo giorno che egli ha consacrato, cessando da ogni lavoro che egli aveva fatto creando.


Il nostro pane

Il Signore diviene il nostro pane, il nostro nutrimento: egli ci dà il suo corpo. Cristo ci dà se stesso, lui che, risorto, è rimasto corpo.

Comunione significa che la barriera apparentemente invalicabile del mio io viene infranta, e può essere infranta poiché Gesù per primo ha voluto aprire tutto se stesso, ci ha tutti accolti dentro di sé e si è dato totalmente a noi.

Comunione significa dunque fusione delle esistenze; come nell'alimentazione il corpo può assimilare una sostanza estranea e così vivere, così il mio io viene «assimilato» a Gesù stesso, fatto simile a lui in uno scambio che spezza sempre più le linee di separazione.

Tutti vengono assimilati a questo pane e divengono così tra loro una sola cosa.

(J. Ratzinger, La Chiesa, una comunità sempre in cammino, pp. 25-26)


Dal Calendario del Patrono d'Italia 2012

 

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